- n 3 uova grandi (biologiche, per il colore dorato)
- g 150 di zucchero di canna chiaro (si sposa bene con il farro)
- g 120 di Farina di Farro bianco o integrale Prometeo
- g 80 di Fecola di Patate (fondamentale per mantenere la leggerezza)
- g 100 di burro fuso (lasciato intiepidire)
- ml 90 di latte intero
- n 1 bustina di lievito per dolci
- n 1 cucchiaio abbondante di semi di Anice di Castignano
- Un pizzico di sale marino integrale
Un dolce antico per i risvegli lenti, con il cuore nel territorio.
“In questa ricetta c’è tutto il nostro entroterra: la forza del farro di Prometeo e la carezza profumata dell’Anice di Castignano. È una torta che non grida, ma sussurra storie di campi e di mani sapienti.”
“Gli Ingredienti (per uno stampo/padellino da 22 cm)”
L’Essenza dell’Anice: Pesta i semi di anice in un mortaio. Non ridurli in polvere, lasciali “grossolani” perché quando ne incontrerai uno sotto i denti, sarà un’esplosione di sapore.
La Base Spumosa: Monta le uova con lo zucchero e il pizzico di sale. Dedica a questo passaggio almeno 10 minuti. La farina di farro è più “pesante” della 00, quindi la base deve essere una nuvola carica d’aria per sostenerla.
Il Profumo e i Liquidi: Aggiungi l’anice pestato. Versa poi a filo il burro fuso e il latte a temperatura ambiente, mescolando con una spatola con movimenti lentissimi, dal basso verso l’alto.
L’Incontro con il Farro: Setaccia insieme la farina di farro Prometeo, la fecola e il lievito. Incorporale al composto in tre riprese. Noterai subito che il profumo del farro inizia a danzare con quello dell’anice.
Cottura nel Padellino: Imburra con cura il tuo padellino da 22 cm. Versa l’impasto: è denso, profumato e dal colore leggermente ambrato.
In Forno: Cuoci in forno statico a 170°C per circa 35-40 minuti. La cucina si riempirà di un aroma che sa di panetteria d’altri tempi.
Il Riposo: Una volta pronta (fai la prova stecchino!), lasciala riposare nel padellino. Il farro dà il meglio di sé quando si stabilizza e i sapori si fondono.
💡 Il consiglio di Trigliadibosco
Questa torta è perfetta così, nuda, magari accompagnata da un bicchierino di vino cotto o di Anisetta. Se vuoi esagerare, tagliala a metà e spalma un velo di miele di castagno: il richiamo tra l’amaro del miele e il dolce aromatico dell’anice è pura poesia marchigiana.
