Clematis vitalba

Monte Nerone è una risorsa preziosa per la mia cucina.

Le erbe spontanee che possono essere raccolte e cucinate sono incalcolabili, serve però prestare attenzione a quello che si raccoglie, un po’ come viene fatto con i funghi.

 

Il mio consiglio…

Se siete degli esperti conoscitori andate tranquillamente da soli, prendete pure gli spunti perle vostre ricette e mettetevi ai fornelli.

Se invece non avete delle competenze sufficienti a riguardo fatevi accompagnare da un esperto/a in modo da poter approfondire meglio l’argomento direttamente tra le vallate di questa straordinaria montagna.

Clematis vitalba (Vitalba) è forse la più conosciuta e più utilizzata nella tradizione culinaria delle nostre campagne.

Pianta rampicante, cespugliosa, a liana, si avviluppa alle altre piante situate in vicinanza mediante i piccioli delle foglie. La si riconosce subito in inverno perchè è interamente ricoperta da gomitoli di filamenti argentati, chiamati anche barba di vecchio.

Si raccolgono per uso alimentare le parti terminali dei getti teneri e succulenti della pianta con foglioline ancora abbozzate, all’inizio della ripresa vegetativa (fine inverno- primavera ) e si utilizzano come contorno, lessi conditi con olio e limone, oppure dopo scottatura, soffritti in padella e utilizzati per frittate. Hanno un sapore che varia tra l’amarognolo e il saligno. 

Frittata con le vitalbe 

Ingredienti per 4 persone: 200g di Vitalbe, 6 uova, 50 g di parmigiano, mezza cipolla, una noce di burro, sale e pepe q.b. 

Procedimento:Scottare le vitalbe nell’acqua salata, passarle in padella con cipolla e burro. Aggiungere le uova sbattute, sale pepe e parmigiano. Cuocere la frittata da ambo le parti.

Come molte altre specie della famiglia delle Ranunculaceae, la Vitalba contiene, soprattutto nelle foglie, diversi principi tossici (alcaloidi) ed irritanti (le foglie applicate sulla pelle causano un rossore bruciante), quali l’alcaloide clematina, diverse saponine, glucosidi, resine, ecc .Tuttavia, nelle porzioni eduli, ovvero nei getti ancora giovani, tali sostanze sono presenti in quantità poco rilevanti; per di più, esse perdono gran parte della loro tossicità denaturandosi al calore. Si consiglia, pertanto, di sbollentare i teneri germogli prima di consumarli, anche se, talora, essi vengono mangiati direttamente saltati in padella o persino crudi in insalata. E’, comunque, preferibile non eccedere nel consumo.

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Buona giornata.

Clematis

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