Piazza del Gusto di Cantiano

Dopo la meravigliosa esperienza della Piazza del Gusto, che mi ha visto come rappresentante dei prodotti tipici del territorio nell’area show cooking domenica 6, durante la quale ho avuto l’opportunità di vedere all’opera grandi produttori e bravissimi cuochi, persone straordinarie che con la loro serietà, professionalità e dedizione realizzano prodotti unici che rappresentano la nostra cultura, nutro ancor di più la speranza che uniti si può davvero cambiare.
Voglio ringraziare il Comune di Cantiano, la Pro Loco per la disponibilità, i produttori Forno K2, Forno Moretti per il vero pane fatto come un tempo, Morello ,Bussotto, Corte Lucoli con le Amarene, Acqua Filette, La birra artigianale del Catria, Azienda Guerrieri, Cau&Spada e tutti coloro che sono venuti a trovarci e a sostenerci. Un grazie enorme ai ragazzi dell’alberghiero di Piobbico.

Ecco alcuni scatti di Sandro Sabbatini.

Alcuni dei prodotti utilizzati nel cooking show con le loro caratteristiche:

La visciola è una specie di ciliegia selvatica utilizzata nelle preparazioni artigianali di tradizione “casalinga”. Lungo l’antica via Flamina, intorno a Cantiano, si utilizza per produrre marmellate, frutta sciroppata e visciolato.

Si utilizza solo frutta e zucchero, per mantenere inalterata la ricetta e assicurare la qualità finale dei prodotti.

Nella zona di Cantiano, il visciolo (Prunus cerasus, varietà austera) cresce spontaneo. All’inizio del novecento, due imprenditori misero in produzione l’Amarena di Cantiano, composta appunto di visciole conservate in sciroppo zuccherino, che ebbe così tanto successo da farsi conoscere in tutta l’Italia e diventare simbolo di raffinatezza gastronomica. Uno di questi produttori fu per anni fornitore ufficiale della Real Casa Savoia.

La visciola di Cantiano è iscritta nell’elenco ufficiale dei prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Marche, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale.

Il pane di Chiaserna è apprezzato grazie alle sue particolari caratteristiche organolettiche.
E’ completamente privo di qualsiasi additivo e ciò lo rende un alimento genuino.
Alla vista si presenta dalla forma allungata e dal colore dorato, la mollica è spugnosa, di colore bianco tendente al grigio e con alveolatura regolare.
Viene ottenuto grazie alla tecnica di fermentazione acido-lattica la quale, gli conferisce : il notevole pregio nutrizionale di possedere l’enzima fitasi, che annulla l’effetto antinutritivo dei sali fitati, i quali legandosi con calcio, ferro e magnesio, li rendono inassimilabili a livello intestinale; un sapore leggermente acidulo, sapido ed appetibile; un pH acido che prolunga la sua conservazione per diversi giorni dopo la cottura.
Viene prodotto senza sale, in primo luogo perché lo vuole la tradizione: anticamente non tutti si potevano permettere di comprarlo; secondo perché i panettieri di Cantiano usano farine di alta qualità: il sale spesso viene usato da chi utilizza farine di qualità scadente e di poca “forza”, perché conferisce consistenza alle maglie di glutine.

Il cavallo del Catria prende il nome dalla sua area di origine il massiccio del monte Catria, situato nel comune di Cantiano, nei territori delle Comunita’ Montane Catria e Nerone, Catria e Cesano, in provincia di Pesaro Urbino, regione Marche.La sua origine è antica; già se ne trovano tracce dopo l’anno 1000 in documenti che citano la presenza a Fonte Avellana di allevamenti di cavalli “ad usum equitandi “, destinati ad un mercato signorile ed a rifornire le cavallerie delle signorie limitrofe , più tardi, del Ducato d’Urbino.Nel ceppo indigeno sono state introdotte nel tempo diverse linee di sangue; i contatti con la maremma grossetana, legati alle attività dei carbonari hanno favorito l’introduzione di sangue Maremmano, ha subito inoltre l’influenza del Croato, del Franches Montaignes ed altri. mantenendo caratteristiche di robustezza e frugalità necessarie alla sopravvivenza nel pascolo brado di montagna.Sino alla metà del secolo scorso, l’area del monte Catria era zona di reclutamento quadrupedi da parte dell’esercito italiano, inoltre questo cavallo ha servito l’uomo trasportando a soma ogni genere di materiale; carbone, legna, fieno, bigonci di mosto, cereali.Dalla metà degli anni ‘90 sono stati attuati programmi di selezione e miglioramento della razza, finanziati dalla REGIONE MARCHE, ASSESSORATO ALL’AGRICOLTURA, con la collaborazione scientifica dell’ Università di Camerino, Facoltà di Veterinaria.. Il cavallo del Catria grazie alle sue caratteristiche morfologiche e alla sua provata attitudine al lavoro è particolarmente adatto al Turismo Equestre.

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